Il nuovo paradigma per la comunicazione certificata: l''evoluzione Enterprise

Articolo scritto da Domenico Barra il 21/02/2018

La Blockchain rappresenta di fatto l’evoluzione della società civile in merito agli scambi di valori. Ma a ben vedere va addirittura oltre. Dove avviene trasmissione di valore, scambio di valuta virtuale tra soggetti accreditati attraverso blockchain, avviene di fatto uno scambio di informazioni, di dati relativi ai soggetti della transazione, di valori economici, di identificatori quali data e ora della transazione e di una serie di altre informazioni tecniche che consentono sicurezza e certificazione del processo. Questa considerazione è alla base di un nuovo e più esteso impiego della blockchain che ne amplia il perimetro di utilità a tutti i contesti di trasmissione dati, in particolare negli scenari in cui sia importante che tali dati siano verificati e certificati così come gli attori coinvolti nel flusso. Esempio cardine di tale impiego è oggi rappresentato dall’emergente scenario IoT (Internet of Things) che sta conquistando il mondo delle rilevazioni localizzate attraverso sensori collegati alla rete internet e quindi sorgenti di informazioni recepibili in qualunque parte del mondo. Sensori, ma anche attuatori ed in generale ogni sorgente o ricevitore dati, piazzati sul territorio, consentono oggi di tenere sotto controllo aree estese ai fini più diversi, dal mondo dell’agricoltura al controllo del clima, dall’automazione di processi di manutenzione ordinaria in industrie, uffici o infrastrutture quali strade o interi complessi residenziali, turistici o di pubblica utilità. L’IoT è ormai ovunque e veicola una mole di informazioni finalmente rese disponibili attraverso servizi cloud o banche dati mondiali a tutto vantaggio dello sviluppo di sistemi di gestione big data. Il passo successivo deve necessariamente essere rivolto nella direzione della certificazione di tali dati e nella gestione della loro sicurezza. Va infatti considerato che qualunque dato estratto da un sensore viene oggi veicolato insieme a milioni di altre informazioni in un sistema big data che genera risultati a beneficio di varie esigenze. Tale dato rappresenta quindi un valore (anche in termini economici) che è alla base della sostenibilità del processo IoT che lo genera. Tale valore può essere amplificato notevolmente arricchendo il processo di caratteristiche peculiari quali ad esempio:

  • la certificazione delle fonti: la blockchain è in grado di garantire che uno specifico dato sia stato emesso da uno specifico sensore;

  • la certificazione delle informazioni: ancora la blockchain è soggetto garante che proprio quel dato sia stato prodotto esattamente in quel giorno ed a quell’ora;

  • la sicurezza contro la manomissione dei sensori: se inseriti come “peer” (o nodi) nella catena di blocchi, i sensori trasmettono e ricevono solo da altri “peer” della catena, i quali sono a loro volta certificati e riconosciuti. Questo in particolare impedisce accessi esterni ai sensori e soprattutto l’impiego di sensori collegati ad internet a scopi non conformi alla loro natura (quali possono essere attacchi DoS a sistemi terzi attraverso l’enorme volume che può generarsi da intere reti IoT sotto il controllo di malintenzionati).

Si tratta di risolvere esigenze sempre più pressanti nel mondo delle installazioni IoT, oggi in crescita esponenziale, e più in generale si tratta di esigenze tipiche dei processi di natura enterprise.

Una tecnologia ideata e realizzata per risolvere il problema di trasmettere un Bitcoin da A a B senza la presenza di un organo centrale di controllo e validazione, si sta sviluppando come nuovo paradigma nella gestione della trasmissione dati.

Immaginiamo quanto può essere utile trasmettere informazioni sicure e certificate senza dover transitare per organi centrali come ad esempio i notai o le segreterie, o quanto sarebbe più veloce e sicuro comprare senza bisogno di intermediazioni a garanzia, o ancora gestire i diritti di proprietà di beni immobili o di opere di ingegno senza doverli centralizzare in database a cura di soggetti terzi. Il tutto considerando anche che in qualunque momento nel futuro, sia pure tra centinaia di anni, tali informazioni certificate sarebbero ancora disponibili immutate così come registrate nella catena di blocchi in origine.

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